A conclusione del lavoro collaborativo, scaturisce anche un piccolo volume destinato a chi voglia trovare le giustificazioni per un uso formativo del podcast:
Valerio Pedrelli ha scritto queste gradite parole in un suo messaggio alla lista Anitel:
Carissimi, ho avuto poco tempo purtroppo di seguire in modo approfondito questo percorso (che già avevo fatto in luglio) causa un susseguirsi di impegni impressionante. Nonostante tutto ho gli elementi sufficienti per alcune riflessioni finali.
Anche se, come dice qualcuno, la partecipazione non è stata così coinvolgente come nella passata edizione (ovviamente tra gli impegni estivi e quelli di fine quadrimestre c'è una differente consistenza), mi sembra che in quest'occasione ci si sia spinti ulteriormente in alto relativamente alle difficoltà tecniche, alle motivazioni metodologiche e pedagogiche, dimensioni che caratterizzano la qualità di un corso no profit. La community quindi ha saputo organizzarsi e condividere gratuitamente le proprie competenze (peculiarità di ogni membro) tenendo presente l'obbiettivo portante di ANITeL che è quello del cooperative learning nel contesto di un costruttivismo sociale.
Come è stato detto, in un'ottica di long life learning, non finisce qui: tutti coloro che vorranno continuare con il loro contributo potranno farlo sia in anitel.it che in blog.anitel.org
Stefania Balducci, corsista e impegnata in questo periodo in un viaggio d'istruzione in Slovenia, ci invia attraverso Skype, una testimonianza sull'utilizzo delle tecnologie informatiche nelle scuole di questo vicino paese.
Il tema è abbastanza vasto, non riguarda solo l'attività del podcast, ma per la sua visibilità un insegnante o un consiglio di classe si devono porre il problema. Siamo partiti da un piccolo video, basato sull'esperienza di Stefania Giorello,
e abbiamo iniziato la discussione sulle diverse implicazioni. Purtroppo la tecnologia di Second Life ci ha assistito solo parziamente, ma chi volesse vedere la registrazione integrale, può accedervi da qui:
Procede la stesura del manuale realizzato dai corsisti. Il wiki è un potente strumento per interagire nella costruzione collaborativa. Applicare il wiki per descrivere il podcast, significa anche essere inseriti in un'interessante esperienza all'interno del web 2.0.
I corsisti hanno compiuto delle esercitazioni esemplari, nelle quali hanno sfruttato gli strumenti, a loro disposizione spesso in classe, altre volte invece con lavoro personale a casa. I risultati sono sempre stati notevoli, come anche l'entusiamo profuso nelle diverse attività. La prossima settimana, i corsisti saranno impegnati nella produzione di un manuale collaborativo in un apposito Wikiwiki.
Il nostro Admin, nella mailing list Anitel ha suggerito di prendere in considerazione Go2Web20. In effetti il servizio è molto attraente e ricco di proposte. In più il fatto di presentarle tutte in una pagina, ne rende la consultazione molto comoda.
I numerosi e pluridisciplinari lavori presentati dai corsisti danno la possibilità ai tutor:
1) di imparare qualcosa di nuovo nelle singole discipline, dove i corsisti sono esperti;
2) rendersi conto delle possibilità concrete di impiego del podcast in diversi settori.
Si notano poi le diverse possibilità di sfruttamento delle combinazioni di suono- immagine, e quindi della ricchezza epressive della voce supportata o meno da disegni, pitture, foto, video...
Il tutto all'insegna delle opportunità sia espressive, sia didattiche.
Così si potrebbe intitolare la possibilità di raffrontare il proprio con i lavori altrui. Ogni corsista infatti è stato invitato la scorsa settimana a depositare nello spazio Compiti di Moodle la propria esercitazione, sia audio che video.
I meno timidi possono pubblicare ora l'esercitazione nella piattaforma Anintel, e confrontare i risultati conseguiti con quelli dei proprio compagni di banco virutali. Bello, no?
Pubblico qui l'invito rivolto da Riccardo, il curatore dello spazio Blog Anitel:
Attendo le vostre richieste...
Inviatemi una e-mail (netcast@anitel.org) indicandomi il nome del podcast (vi suggerisco un nome corto e tutto in minuscolo) ed una breve descrizione... oltre all'indirizzo e-mail personale (al quale desiderate essere contattati).